UN'IMMAGINE SEMPRE PIU' VERITIERA DEL RUOLO DELLA FUSIONE VERTEBRALE

Cuneo JG et al., Spine, 2017
Dhillon KS, Malaysian Orthopedic Journal, 2016; Clinical Spine Surgery, 2017

Centinaia di migliaia di pazienti sono stati sottoposti ad interventi di fusione vertebrale in assenza di una corretta indicazione, come nei casi di diagnosi di patologia degenerativa del disco o dolore discogenico, per i quali non è ancora stato validato un test diagnostico definitivo.
Jessica G. Cuneo ha condotto una revisione delle cartelle e un sondaggio sui risultati a due anni dall'intervento di fusione spinale per ernia del disco (39.2%), patologia degenerativa del disco (30.2%), spondilolistesi (13.5%), stenosi spinale (7.8%), radiculopatia (3.3%) e "altro" (5.7%).
I risultati hanno evidenziato che nonostante in questi anni ci sia stata una proliferazione di interventi di fusione e un'innovazione delle tecnologie utilizzate, non ci sono segnali di un miglioramento degli outcome clinici nei pazienti operati.
In una revisione condotta dall'ortopedico Kuldip S. Dhillon, il quale ha definito l'intervento di fusione vertebrale per la lombalgia cronica un "magico proiettile", sono stati tracciati i seguenti punti generali: la causa del mal di schiena cronico può essere diagnosticata in una piccola percentuale di pazienti (5-7%), quindi i trattamenti con un target preciso sono rari; non esiste una relazione causale tra i reperti delle immagini diagnostiche e il dolore, quindi le immagini da sole non possono identificare un target chirurgico; un intervento in assenza di diagnosi valida è destinato al fallimento, quindi gli outcome della fusione vertebrale in questi pazienti non possono essere migliori di quelli di un trattamento conservativo; il tasso di interventi di fusione vertebrale è andato alle stelle nonostante l'assenza di indicazioni valide e di un'evidenza conclusiva sul beneficio


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