La lombalgia e la vita in casa

Risponde alle domande il Dott. Stefano Negrini
Responsabile della Segreteria Scientifica

 

Chi soffre di più di mal di schiena?

Chi la usa troppo e chi la usa troppo poco, ossia lavoro fisicamente impegnativo e lavoro sedentario.

E le casalinghe?

Le casalinghe non avranno diritto alla pensione, ma dal punto di vista della schiena fanno un lavoro fisicamente impegnativo

Ma perché stare fermi provoca mal di schiena?

Perché stando fermi la muscolatura è contratta. Il muscolo è come una spugna: se rimane contratto non arriva il sangue, che è quello che apporta ossigeno e nutrimento. Quindi o la spugna si rilascia regolarmente (come avviene muovendosi), oppure il muscolo rimane senz’aria.

Lo stesso problema riguarda poi il disco intervertebrale, che è l’ammortizzatore tra le ossa della schiena: le vertebre. Al disco non arriva direttamente il sangue, ma il nutrimento deve passare attraverso l’osso della vertebra. Perché sia possibile ci vogliono delle pressioni alte che solo il movimento consente di sviluppare.

Perché dobbiamo preoccuparci di quel che facciamo nella vita di tutti i giorni?

Perché rispetto ad un gesto fatto bene, facendolo male i pesi che si scaricano sulla colonna possono aumentare anche di dieci volte, per il principio delle leve.

Spesso la casalinga è anche mamma o nonna, e deve gestire un bambino piccolo. C’è qualche collegamento con il mal di schiena?

Sì. A questo proposito si possono citare i risultati di una ricerca recente. Da anni si sapeva che la gravidanza è correlata ad un aumento del mal di schiena (anche se recentemente si è scoperto che spesso più che mal di schiena è un dolore di un’articolazione del bacino che si rilassa in seguito alle variazioni ormonali necessarie per far rilassare i tessuti ed accogliere il feto): recentemente si è scoperto che il mal di schiena aumenta anche dopo il parto … nei padri ! Questo perché è solo a quel punto che anche loro devono sopportare il "dolce peso" del figlio.

Abbiamo detto che quello della casalinga è un lavoro fisicamente impegnativo: ma allora sono esentate dal fare attività fisica regolare?

E’ quello che dicono spesso le pazienti. Ma dottore, lei non sa quanto mi muovo io. In realtà, un conto è fare un attività fisica generica che è molto più varia e soprattutto se ben guidata da un rieducatore è anche fatta meglio, un conto è fare attività ripetitive come quelle che si fanno sul lavoro (o in casa). Le prime allenano, le seconde usurano.

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 28/4/2006

Gruppo di Studio della Scoliosi e della colonna vertebrale
Corso Pavia, 37 - 27029 Vigevano (Pv), Italia - gss@gss.it