Osteoporosi

Il problema osteoporosi è oggi, e lo sarà ancora maggiormente in futuro, un fatto di rilevanza mondiale: l'aumento significativo della vita media della popolazione porta ad evidenziare patologie che, in un tempo anche recente, non risaltavano in tutta la loro attuale drammaticità.

E' noto che sono colpiti nella maggior parte dei casi soggetti di sesso femminile in fase postmenopausale: il depauperamento della massa ossea progredisce talvolta in modo irreversibile portando a quadri di grave menomazione, che rendono necessarie assistenza e cure per molti anni.

Negli Stati Uniti d'America si stima che per le sole fratture del collo del femore si stanzino dieci miliardi di dollari di spesa annuale e che questa patologia porti al decesso del 20% dei soggetti colpiti. La prevenzione è perciò la principale via percorribile per affrontare e contenerne le conseguenze.

E' stato affermato che l'osteoporosi è una malattia che si evidenzia generalmente nella terza età, ma che affonda le sue radici nell'età dello sviluppo: una mancata "saturazione" del tessuto osseo nei primi venti anni di vita condizionerà l'evoluzione della patologia negli anni della vecchiaia.

Sin da quando, nel 1941, Albright definì "osteoporosi" una condizione nella quale la massa ossea risultava deficitaria, caratterizzata da un'aumentata "radiotrasparenza" della colonna e, da un punto di vista clinico, da un incremento del numero delle fratture, ci fu l'esigenza di quantificare questa "debolezza" scheletrica, questa mancanza di resistenza meccanica. Oggi finalmente è possibile: disponiamo infatti di macchine affidabili ed il costo dell'esame è relativamente poco elevato.

Sul versante terapeutico, invece, la situazione è meno rosea. Finora non si è in grado di far recuperare la massa ossea perduta, e ci sono dubbi sul fatto che in un futuro relativamente prossimo si possa cambiare questa situazione.

La terapia farmacologica, in continua evoluzione, è insostituibile nel trattamento delle forme conclamate, mentre l'attività fisica è preponderante nella prevenzione. Prevenzione che deve iniziare nell'età dello sviluppo e giovanile, per intensificarsi nell'approssimarsi dell'età a rischio.

Inoltre, l'esercizio fisico offre due vantaggi che nessun'altra terapia di mantenimento della massa ossea permette: un'efficacia nel conservare la salute fisica che va ben al di là del solo problema osteoporosi, e soprattutto un'ineguagliabile effetto sulla prevenzione dell'evento ultimo per cui si vuol intervenire: la frattura.

 

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