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Prefazione
Questo Congresso si chiama ambiziosamente Evidence-Based Meeting, Congresso basato sulle evidenze. Ma che cosa significa ? Che senso ha parlare di Evidence-Based Medicine (EBM, ossia Medicina Basata sull’Evidenza – brutta traduzione ormai invalsa nell’uso comune dell’Inglese Evidence, che significa in realtà qualcosa che è stato dimostrato e non qualcosa che tutti vedono: quindi in Italiano in questo contesto sarebbe meglio dire Medicina Basata sulle Prove Scientifiche)? E per i pochi che non lo sapessero, che cos’è questa EBM ? L’EBM è stata definita come “l’integrazione delle migliori prove scientifiche provenienti dalla ricerca con l’esperienza clinica e i valori del paziente". Quindi, non è la supina applicazione delle conoscenze scientifiche ai nostri pazienti (che già di per sé potrebbe essere un’opera meritoria, se confrontata con l’applicazione delle proprie idee preconcette che è caratteristica di molti metodi fisioterapici e terapeutici in generale), ma la integrazione di queste nella propria esperienza clinica per produrre una proposta che deve poi interagire con il paziente, che non è più spettatore dell’atto medico ma attore, in quanto deve essere reso in grado di scegliere coscientemente sulla base dei propri principi e valori. In questo senso, l’EBM ci dice che le evidenze sono solo il background da cui deriva la pratica medica.
L’EBM è un movimento sviluppatosi vorticosamente negli ultimi vent’anni sulla spinta dell’incremento del sapere medico su basi di ricerca serie. Oggi vengono pubblicati centinaia di migliaia di articoli scientifici all’anno (684.155 articoli su Medline nel 2005), con un’overdose di informazioni difficilmente controllabili. Ma quante di queste sono rilevanti ? Quante ci dicono qualcosa ? Quante sono utili ? Ed ancora, come riassumerle, classificarle, dar loro la giusta importanza ? Sulla base di quali modificare i nostri comportamenti clinici, e quali invece rifiutare ? Per rispondere a queste domande l’EBM ha sviluppato degli strumenti che consentono di districarsi nelle conoscenze scientifiche che si accumulano per estrarne quanto di valido esiste, con una applicabilità su base individuale (singolo medico), ma anche per le organizzazioni sanitarie (strutture organizzative, ma anche scientifiche). E’ un metodo che è stato sviluppato principalmente da epidemiologi, e forse anche per questo i clinici ne sono a volte diffidenti, perché sembra quasi rientrare in un tentativo di irreggimentare la libertà professionale del medico, la sua indipendenza di giudizio di fronte al singolo caso nella sua complessità individuale, entro schemi rigidi più propri della ricerca che della pratica clinica quotidiana.
Torniamo al nostro Congresso Evidence-Based: che senso ha parlare di EBM in rapporto ad un Congresso ? Il background da cui poi scaturisce la EBM, che peraltro richiede la formalità della scrittura e dei percorsi di selezione tipico delle riviste per poter raggiungere una totale consacrazione, scaturisce certamente dai Congressi in cui la componente scientifica è più importante. In questo senso quindi parlare di EBM per l’attività Congressuale è parzialmente improprio. Peraltro, uno dei problemi più sentiti oggi è come riportare la qualità scientifica ad un livello divulgativo efficace. Per questo, negli ultimi anni abbiamo sviluppato un nuovo modello di Congresso, per quanto possibile EBM, nel settore delle patologie vertebrali partendo dal presupposto che le certezze in medicina sono poche, e quelle poche derivano dalla ricerca seria. Con l’obiettivo quindi di consentire ai partecipanti a fine giornata di avere qualche certezza in più derivante da studi validi, è nato nel 2005 il Primo Evidence Based Meeting “R&R 2005 – Rachide & Riabilitazione multidisciplinare” organizzato da ISICO in collaborazione con il Gruppo di Studio della Scoliosi e patologie vertebrali (GSS). Si è trattata di una scommessa, perché impostare un Congresso che non seguisse un percorso unitario secondo un tema prestabilito, ma proponesse piuttosto gli stimoli di novità scientifica provenienti dalla letteratura internazionale e dai Congressi mondiali dell’anno precedente, poteva non risultare gradito o comunque di difficile “lettura” da parte dei potenziali partecipanti, abituati invece a Congressi divulgativi tematici. Invece, il notevole successo riscosso ha premiato questa iniziativa, con un raddoppio delle partecipazioni in occasione del Secondo Evidence Based Meeting “R&R 2006”.
In questo volume sono riportati gli Atti del Congresso R&R 2006 nella loro completezza. Ci sono contributi importanti, che possono essere, come nella tradizione delle Monografie del GSS, elementi fondamentali di una biblioteca dedicata alle Patologie vertebrali (a proposito, ci avete mai pensato ? Chi è socio del GSS ha un’intera collezione di Monografie dedicate che costituiscono l’invidia di molti colleghi per la loro completezza, serietà e potenzialità di approfondimento …). Altri contributi sono meno essenziali, ma costituiscono comunque la nostra realtà italiana oggi, quella migliore e che “osa” confrontarsi con il mondo scientifico internazionale.
Stefano Negrini
Gruppo di Studio della Scoliosi
Casella Postale n. 89 - 27029 Vigevano (Pv), Italia
E-mail:gss@gss.it
Copyright © Gruppo di Studio della Scoliosi, 2006.