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La cinesiterapia nel trattamento delle lombalgie:
metodi a confronto - I Volume: introduzione

L'impegno divulgativo del GSS prosegue con la presentazione della prima parte di questo secondo volume dedicato ad un tema apparentemente minore, ma di grande interesse medico e sociale: la lombalgia.

E' noto infatti che durante la vita lavorativa l'80% degli individui soffre il mal di schiena con diversa gravitá.

Nei pazienti fra i 30 e i 60 anni la lombalgia é l'affezione più costosa da un punto di vista socioeconomico: infatti dal 12% al 35% delle persone potranno trovarsi in diversi momenti della loro vita professionale nell'incapacità di attendere alle proprie occupazioni. Il problema lombalgia perciò va affrontato in tutta la sua complessità tenendo ben presente che le cause possono essere molteplici.

Recentemente sono state individuate 841 possibili cause di mal di schiena.

Vanno distinte primariamente anche cause viscerali o riflesse che comportano il coinvolgimento di organi interni, dall'apparato genito-urinario, agli altri organi della cavità pelvica e talvolta, eventualità da tenere sempre presente quando il dolore si estrinsechi in modo anomalo, da aneurismi aortici o dei grossi vasi.

Le lombalgie di origine rachidea sono comunque la maggioranza e sono legate ad una possibile compromissione di tutte le strutture vertebrali dall'osso al periostio, alle articolazioni, alla capsula articolare, ai legamenti, ai muscoli, ai tendini.

Solo però nel 30% delle lombalgie è riconoscibile con i comuni esami radiografici, T.A.C., R.M.N., una degenerazione artrosica o una discopatia complicata talvolta da un bulging-disk, una stenosi del canale vertebrale primitiva o secondaria o una listesi delle vertebre lombari.

Come già aveva rilevato Loeser nel 1980, nel 70% delle persone che soffrono di dolore lombare cronico non si rileva nessun danno apparente. Le cause posturali e le alterazioni della normale fisiologia del rachide sono perciò preponderanti.

Va focalizzato fra queste ultime la presenza delle cifosi dorsolombari nelle quali è presente una inversione della fisiologica curvatura nelle vertebre lombari prossimali. Questa alterazione della morfologia del passaggio dorso lombare, spesso misconosciuta nell'età della crescita, porta in età adulta a lombalgie incoercibili, che costringono all'uso prolungato di corsetti correttivi e nei casi estremi all'intervento di ricostruzione della lordosi.

Date le premesse, risulta perciò pienamente giustificato il lungo elenco di metodiche proposto: naturalmente poi, queste andranno rivisitate ed applicate secondo la cultura e l'esperienza individuali, per ottenere il miglior risultato terapeutico.

Tutte le metodiche più in uso sono descritte e commentate sia da un punto di vista teorico che applicativo: dalle più conosciute Back School, Mézières e Souchard, all'emergente McKenzie, alla meno conosciuta, nella sua complessità, Feldenkrais.

Fondamentali i capitoli sugli obiettivi terapeutici, quali quelli sulla stabilizzazione lombare, sul meccanismo protettivo lombare, sulla rieducazione funzionale, sul rafforzamento ed elasticizzazione lombare e sulla rieducazione propriocettiva, che danno la chiave di lettura delle diverse metodiche ed aiutano a comprendere le diversità concettuali e metodologiche.

Nella seconda parte, in pubblicazione per il prossimo anno, tutti questi temi confluiranno nella formulazione critica del corpus disciplinae della scuola della Fondazione Don Gnocchi alla quale, sia per la pluridecennale esperienza, che per gli apporti scientifici di valore internazionale, abbiamo diritto di richiamarci.

Paolo Sibilla
Primario Unità di Ortopedia
Fondazione Don Carlo Gnocchi
I.R.C.C.S. Milano


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