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La valutazione del paziente scoliotico: introduzione
Sin dai tempi di Ippocrate di Kos non esisteva pratica medica che non prevedesse una valutazione pregressa. Oggi non è possibile alcun trattamento senza un inquadramento diagnostico e prognostico. Nel caso della scoliosi, una patologia sfuggente, in cui ogni decisione terapeutica non può che dipendere da un'accurata scelta prognostica, da una corretta previsione sulle possibilità di peggioramento, in modo da evitare di trattare inutilmente pazienti che non concretizzano il loro rischio di patologia, senza peraltro trascurare colpevolmente quelli che devono essere curati, la valutazione è un passaggio assolutamente essenziale. Essa è quindi un momento clinico fondamentale, dove può non importare la precisione assoluta, ma conta la possibilità di raccogliere un'adeguata messe di dati che, coerentemente coniugati ed incrociati tra loro e con l'esperienza, guidino verso una scelta corretta.Peraltro la scienza impone oggi un approccio più accurato, scelte più oculate, l'uso di strumenti più affidabili e numericamente coerenti. In questa duplice esigenza, di coniugare l'arte medica del mondo del (relativo) pressappoco diagnostico, con la scienza dell'universo della (riduttiva) precisione statistica, si trova il contenuto di questo testo. La dicotomia si manifesta così già nell'Indice, dove è possibile incontrare Capitoli chiaramente dedicati alla vita clinica quotidiana accanto ad altri che solo negli studi d'avanguardia trovano ragione.
Il primo Capitolo è così una revisione pratica, corredata da numerosi disegni, dell'approccio clinico sistematico al singolo paziente scoliotico. Si ripercorrono tutte le tappe della clinica, offrendo gli strumenti veramente essenziali ed evitando ridondanze su quanto non trova reale uso quotidiano pur essendo magari ampiamente descritto su altri "sacri testi". A braccetto con questo primo contributo, il secondo Capitolo lo integra con l'altro momento essenziale della clinica di tutti i giorni: la valutazione radiografica. Anche qui si sono operate scelte per la concretezza, anche qui la ricca ed esplicativa iconografia offrirà al lettore tanta pratica.
Dal terzo Capitolo si comincia ad entrare nel mondo della scienza, gettando uno sguardo sulla gran quantità di strumenti che, a volte proposti in alternativa, altre volte in integrazione alla radiografia, affollano sempre più il mondo della scoliosi.
Il quarto Capitolo è di nuovo di ampia utilità clinica ed offre anche alcune conoscenze essenziali che non vanno trascurate: si discute infatti la diagnosi differenziale. Impossibile dimenticare che la definizione di scoliosi idiopatica deriva dall'esclusione di altre patologie secondarie, che devono in primo luogo essere sospettate e quindi valutate adeguatamente. Si troveranno qui una serie di utili suggerimenti accanto ad una revisione delle cause secondarie di scoliosi.
Il quinto ed il sesto Capitolo ci portano nel campo della valutazione del trattamento, toccando rispettivamente la riabilitazione e la terapia ortesica. Per quanto riguarda la prima, viene avanzata una vera e propria proposta di lavoro che cerca di distaccarsi dalla routine della classica clinica ortopedica cui normalmente ci si limita, per proporre nuovi strumenti valutativi utili ad orientare un trattamento riabilitativo adeguato. Per quanto riguarda le ortesi, si discutono invece i principi di funzionamento di quelle più utili nella pratica quotidiana in modo da consentire a tutti di conoscere secondo quali principi poter effettuare il collaudo, il vero momento valutativo del trattamento ortopedico.
Con il settimo Capitolo non si tratta di clinica attuale ma, tramite alcuni studi decisamente innovativi, ci si orienta verso quella che potrebbe essere la clinica del futuro. La colonna scoliotica infatti non è la sua proiezione bidimensionale rappresentata nella radiografia, quanto piuttosto qualcosa di più affascinante ed inafferrabile che si muove nei tre piani dello spazio: come valutarla? Il lettore troverà qui qualche ipotesi che potrebbe anche avere un futuro.
Esulava dagli scopi di questo testo, ma ci è sembrato troppo limitante in un momento della scienza medica in cui gli strumenti di valutazione devono necessariamente divenire sempre più accurati, non presentare anche qualche nozione di teoria delle misurazioni: a questo è riservata una breve Appendice con cui il libro si conclude.
Prima di lasciarvi alla lettura, un'ultima precisazione: questo non è un testo sulla scoliosi in generale, ma su un aspetto particolare, sia pure molto importante, come la valutazione del paziente. Ne deriva che qui si troverà che cosa fare e solo accennato perché farlo, o cosa ne deriva, o quali scelte operative effettuare. D'altra parte una Monografia non è un trattato, che è peraltro nostra ferma intenzione preparare quanto prima.
Il Segretario Scientifico
Stefano Negrini
Gruppo di Studio della Scoliosi
Casella Postale n. 89 - 27029 Vigevano (Pv), Italia
E-mail:gss@gss.it
Copyright © Gruppo di Studio della Scoliosi, 2006.