LE ANOMALIE VISIBILI IN RISONANZA POSSONO PREDIRE L'INSORGERE DI UNA LOMBALGIA?

Tonosu J, PLoS One, 2017

La risonanza magnetica è un'indagine spesso richiesta dai medici in presenza di lombalgia, sia acuta che cronica. Tuttavia, i dati che dimostrano l'esistenza di una correlazione tra le anomalie riscontrate in risonanza e la lombalgia sono poco chiari e spesso contraddittori. La maggior parte di questi dati derivano da studi trasversali, che non vanno quindi a verificare cosa accade nel tempo ai reperti radiografici con il modificarsi del quadro della lombalgia e che, quindi, non esaminano se anomalie radiografiche e dolore evolvono a braccetto una con l'altra.
Un primo studio longitudinale della durata di 10 anni è andato a valutare se i reperti visibili in risonanza e la loro progressione fossero associati alla storia di lombalgia nei 10 anni e se la presenza di anomalie al baseline predicesse l'insorgenza di lombalgia futura. I risultati hanno dimostrato l'assenza di una correlazione tra le anomalie visibili in risonanza (quali degenerazione discale secondo Pfirrmann, sporgenza del disco, zone ad alta intensità, spondilolistesi e qualsiasi altro cambiamento Modic), sia al baseline che nei controlli successivi, e la storia di lombalgia.
Dai dati di questo studio emerge dunque l'assenza sia di una corrispondenza tra anomalie visibili in risonanza e sintomatologia dolorosa nel tempo, che di un ruolo predittivo delle anomalie per possibili futuri episodi di lombalgia.


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