webinar

24 febbraio ore 18:30

Webinar riservato agli iscritti GSS 2026:

"L'approccio SEAS: differenze e similitudini con gli altri metodi di trattamento identificati come efficaci per il trattamento conservativo della scoliosi"


Quest'anno GSS offre ulteriori possibilità di formazione aumentando il numero di Webinar riservati agli iscritti.
Questo appuntamento è il primo dell'anno 2026. Il webinar sarà presentato martedì 24 febbraio alle ore 18:30, relatore il fisioterapista Michele Romano.
Il tema proposto sarà la descrizione dei concetti base dell'approccio SEAS, uno degli strumenti di lavoro per il trattamento conservativo della scoliosi maggiormente usati nel mondo. Per meglio definire questi principi, la presentazione è stata preparata sottolineando le differenze più importanti tra il SEAS e gli altri metodi di esercizi specifici maggiormente conosciuti.
Al termine del webinar il fisioterapista Michele Romano risponderà alle domande arrivate nel corso della presentazione.

Le registrazioni dei webinar restano a disposizione degli iscritti nell'area riservata del sito GSS Online.

Per assistere al webinar è indispensabile essere in regola con l'iscrizione GSS 2026.
Verranno inviate qualche giorno prima le informazioni per accedere alla diretta.

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img news2ISCRIZIONI 2026 AL GSS

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Il punto di vista di Boccardi

Efficacia della trazione nel mal di schiena non specifico
Beurskens AJ e al. - Spine 1997: 22(23); 2756-62.

Ecco una ricerca fatta come Dio comanda sulla scelta degli obiettivi, nell'impostazione e nella conduzione: selezione dei pazienti, criteri di inclusione e di esclusione, rispetto del cieco, valutatore esterno, criteri di valutazione numerosi e per quanto possibile attendibili (cosa sempre molto difficile quando uno degli elementi predominanti è il dolore), follow-up accurato, considerazione del fattore abbandono dell'esperimento, analisi statistica esauriente dei dati. E' di studi come questi che ha bisogno come del pane la disciplina riabilitativa oggi, che tanto fatica a sciogliersi dai lacci di una tradizione empirica che la pone purtroppo, in diretta contiguità, con le "medicine alternative" a più sfacciata connotazione truffaldina: la cui diffusione è stranamente in aumento di questi tempi, quando lo schiacciante predominio della tecnologia e della "scienza" dovrebbe relegare nella più profonda oscurità ogni intervento cui ragione, conoscenza e, forse ancor prima, buon senso rifiutano ogni attendibilità.

E peccato che da tanto apprezzabile sforzo venga tratta una cruda conclusione, purtroppo sempre più frequente da quando l'efficacia delle tecniche fisiatriche viene sottoposta ad accurata valutazione: "i risultati della ricerca non supportano l'affermazione che la trazione sia efficace per i pazienti con lombalgia".

Onestamente, già Levernieux, uno dei propugnatori dell'utilizzazione delle trazioni nella lombalgia e ideatore di uno dei più noti tavoli di trazione, si limitava nel lontano 1965 ad affermare, a mio parere, senza troppa convinzione, che nella lombalgia la trazione, eseguita secondo le sue regole della non lentezza, della progressività e della regolarità, è "una buona indicazione", soprattutto quando le radiografie mostrano un conflitto discolegamentoso (sic), e poco funziona nelle lombalgie "statiche" e peggio nelle lombosciatalgie. E metteva in guardia contro possibili peggioramenti della sintomatologia.

Sarà interessante vedere come la comunità fisiatrica, grande consumatrice di queste metodiche, e le ditte produttrici di sempre più sofisticate e costose apparecchiature di trazione accetteranno queste conclusioni o si affretteranno, come sarebbe logico presumere facciano, a falsificarle con studi altrettanto corretti. O fingeranno di ignorarle, come purtroppo quasi sempre avviene.

 

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