webinar

24 febbraio ore 18:30

Webinar riservato agli iscritti GSS 2026:

"L'approccio SEAS: differenze e similitudini con gli altri metodi di trattamento identificati come efficaci per il trattamento conservativo della scoliosi"


Quest'anno GSS offre ulteriori possibilità di formazione aumentando il numero di Webinar riservati agli iscritti.
Questo appuntamento è il primo dell'anno 2026. Il webinar sarà presentato martedì 24 febbraio alle ore 18:30, relatore il fisioterapista Michele Romano.
Il tema proposto sarà la descrizione dei concetti base dell'approccio SEAS, uno degli strumenti di lavoro per il trattamento conservativo della scoliosi maggiormente usati nel mondo. Per meglio definire questi principi, la presentazione è stata preparata sottolineando le differenze più importanti tra il SEAS e gli altri metodi di esercizi specifici maggiormente conosciuti.
Al termine del webinar il fisioterapista Michele Romano risponderà alle domande arrivate nel corso della presentazione.

Le registrazioni dei webinar restano a disposizione degli iscritti nell'area riservata del sito GSS Online.

Per assistere al webinar è indispensabile essere in regola con l'iscrizione GSS 2026.
Verranno inviate qualche giorno prima le informazioni per accedere alla diretta.

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Il punto di vista di Boccardi

La prevenzione in ortopedia pediatrica
Estratto da: Rang M. Prevention in Pediatric Orthopaedics. Journal of Pediatric Orthopaedics B 2002: 11; 93-95

Nella prima metà degli anni 70, per conto dell'assessorato alla sanità della Lombardia, abbiamo condotto una ricerca a tappeto, casa per casa, nella città di Gorgonzola, per rintracciare tutti i disabili residenti e cercare di risolvere almeno alcuni dei loro problemi: erano anni pionieristici, per la medicina riabilitativa.

Siamo andati anche alla scuola materna: e abbiamo avuto la sorpresa di scoprire che il 74% dei bambini di tre e quattro anni portavano scarpe ortopediche. Stupefatti per il numero spaventosamente alto di piedini malfatti in una popolazione del resto sana, abbiamo voluto controllare l'effettiva prevalenza di bambini che avevano qualche ragione per portare scarpe ortopediche. Naturalmente questa non si discostava da quella delle altre meno avvertite popolazioni della nostra regione: poche unità per cento. Non ci è rimasto che congratularci con il fortunato fornitore delle suddette scarpine, e constatare ancora una volta, come fa oggi l'estensore canadese dell'editoriale del Journal of Pediatric Orthopaedics, la necessità 'to prevent unnecessary consultations for flat feet and variants of normal non-diseases',

Pochi mesi dopo, a un importante convegno internazionale sui problemi del piede nel bambino riferivo questi dati e chiedevo ai partecipanti al pannel se non fosse il caso di bandire una campagna di informazione per chiarire quali fossero i reali termini della questione. Il chairman della seduta, un esimio cattedratico di una illustre università italiana, mi faceva presente l'impossibilità, da parte del medico consultato, di non dare una risposta 'positiva' alle preoccupazioni della mamma, giustificandola con l'osservazione pertinente di Rang: se no, vanno a sentire un altro. E la risposta era, naturalmente, la prescrizione di scarpe ortopediche.

A poco è servito il mio tentativo di ribadire che se i medici, nonostante lo scarso desiderio di buttare via del tempo per provare che 'the treatment that looks useless really is useless', erano riusciti a convincersi del fatto che il piede piatto, nel bambino sotto i sei anni, è del tutto fisiologico, non vedevo perchè non potessero convincere della stessa verità le madri, la cui intelligenza media non poteva essere inferiore a quella dei medici medesimi.

Il tempo passa, e non molto è cambiato in questo senso. Ma c'è qualche speranza, a proposito della auspicabile anche se lontana sconfitta delle prescrizioni inutili: in fondo, ai miei tempi le tonsille venivano tolte a tutti i bambini!

 

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