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Mercoledì 10 giugno

Webinar riservato agli iscritti GSS 2026:

"Gli esercizi nel trattamento dei disallineamenti del rachide sul piano sagittale"

Quest'anno GSS offre ulteriori possibilità di formazione aumentando il numero di Webinar riservati agli iscritti.
Questo terzo appuntamento dell'anno 2026 sarà presentato, mercoledì 10 giugno alle ore 18:30, dal fisioterapista Luca Selmi.

Un webinar dedicato all’inquadramento clinico e al trattamento fisioterapico delle alterazioni sagittali del rachide, con particolare attenzione all’ipercifosi toracica, al dorso piatto e allo sbilanciamento anteriore del tronco nella vita adulta. Verranno approfonditi il ruolo dell’esercizio terapeutico e dell’educazione posturale nel favorire il controllo del disallineamento, prevenire la progressione delle alterazioni in età evolutiva e contenere l’aggravamento dei quadri patologici nella vita adulta, con l’obiettivo di ridurre il rischio di dolore e disabilità. 

Al termine del webinar il fisioterapista Luca Selmi risponderà alle domande arrivate nel corso della presentazione.
Le registrazioni dei webinar restano a disposizione degli iscritti nell'area riservata del sito GSS Online.

Per accedere alle registrazioni del webinar è indispensabile essere in regola con l'iscrizione GSS 2026.

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img news2ISCRIZIONI 2026 AL GSS

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Per saperne di più

Il punto di vista di Sibilla

Il trattamento conservativo della scoliosi idiopatica negli adolescenti
Wright A. - Phys. Ther. Rev. 1997: 2: 153-63.

Il lavoro di A. Wright del dipartimento di Fisioterapia dell'Università del Queensland – Australia, mi riporta allo stato dell'arte dell'inizio anni '70, quando abbiamo iniziato ad interessarci a tempo pieno delle deformità vertebrali.

Vi si evidenziano in maniera eclatante le differenze culturali e metodologiche della scuola statunitense e della scuola europea, segnatamente francese.

Infatti insieme ad evidenti dati di fatto ormai acquisiti e digeriti dai cultori della materia sull'evolutività, la frequenza, l'incidenza fra i sessi e così via, vi è una quasi ossessiva mitizzazione dei parametri in gradi Cobb, delle percentuali di trattamento, dei metodi di validazione ecc. che fanno molto “lecture” per congresso, ma hanno assai poco da spartire con la pratica clinica e con il management quotidiano dei pazienti cui prestare le nostre cure.

Alcuni passaggi poi fanno sorridere, come la critica della valutazione dei risultati con la comparazione di teleRx in corsetto, cosa che noi abbiamo bandito come inutile da più di un quarto di secolo.

La disamina dei metodi di cura è fatta su parametri terapeutici che consideriamo sicuramente superati e datati e comunque ritenuti da noi provatamente inefficaci per molti tipi di scoliosi come il corsetto di Milwaukee ed il derivante (con poca fantasia) Boston e la L.E.S.S. metodica che a nostro avviso è stata immolata sull'altare del business, senza coglierne i possibili indubbi vantaggi, che condivide con altri metodi di stimolazione quali: la S.P.E.S..

E qui arriviamo al duplice aspetto di questo lavoro: da un lato banalizzante le metodologie ortopediche con l'assunto di lavori anche condotti con metodo, ma basantisi su approcci discutibili, senza dare d'altro canto indicazioni precise su un possibile superamento di una descritta situazione di stallo.

Questo può indurre, e ne abbiamo già colto gli echi nella stampa nostrana, persone anche in buona fede, ma carenti di spessore clinico, a formulare giudizi superficiali e fuorvianti per il grande pubblico, creando così della disinformazione.

E' questo comunque un argomento che riteniamo centrale nel trattamento delle deformità del rachide. Non è possibile quindi liquidarlo in poche righe.

Vi ritorneremo perciò con una pubblicazione più articolata su queste stesse pagine, prossimamente.

Tanto dobbiamo alla serietà dell'Autore ed al suo impegno anche se non condividiamo le sue deduzioni, ci perdonino gli amici, decisamente troppo fisiatriche.

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